ll caso Pinky Gloves e lo User-Centered Design

Maria Teresa Stella
3 min readApr 21, 2021

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La scorsa settimana la startup tedesca Pinky Gloves ha fatto molto discutere sul web: il loro prodotto, un guanto che permette di eliminare gli assorbenti in modo “discreto”, si propone come una soluzione al “problema” dello smaltimento degli assorbenti. Le reazioni sul web sono state così forti che adesso dal sito ufficiale risulta che il prodotto è stato ufficialmente ritirato dal mercato.

Tralasciando per un momento l’evidente questione femminista — si parla infatti (giustamente) di “un passo indietro in termini di stigmatizzazione delle mestruazioni” — i due imprenditori hanno sicuramente fatto cilecca quando si parla del #design del progetto.

Il problema

Il Design Thinking e più in generale il design centrato sull’utente ci insegna che un prodotto o servizio è veramente efficace nel momento in cui risolve un problema (o soddisfa un bisogno) del nostro utente target.

Come giustificano i due imprenditori la loro idea? “Spesso trovavano assorbenti usati nel cestino del bagno: un bel problema, che li esponeva a spettacoli decisamente sgradevoli.” Insomma, invece di focalizzarsi su chi ha le mestruazioni e su come migliorare la loro esperienza, i due startupper fanno chiaramente capire che i Pink Gloves risolvono piuttosto un loro disagio nei confronti degli assorbenti.

Il linguaggio visivo

Come si presenta il prodotto? Il guanto è rosa fucsia, il nome è “Pinky”, il packaging presenta logo e decorazioni di nuovo in rosa con tanto di cuore accennato nel logo. Viene dato per scontato che per attirare un pubblico femminile sia fondamentale incorporare completamente il colore più stereotipato. Un esempio positivo di un prodotto indirizzato al pubblico femminile senza una traccia di pink? Clue, app che permette di monitorare il proprio ciclo mestruale (sempre made in Germany), che si presenta con un design semplice, minimal e che riesce ad usare il rosso con eleganza.

L’impatto

Un prodotto del 2021 che di fatto è guanto di plastica perde in partenza — gli assorbenti sono rifiuti dannosi per l’ambiente e le donne (che possono farlo) si stanno spostando sempre di più verso prodotti sostenibili. Per un prodotto in questo settore quindi si potrebbe quasi già parlare di Environment-Centered Design piuttosto che di Human-Centered Design. Inoltre, diverse ricerche mostrano che sono proprio le donne a sentire maggiormente l’importanza delle proprie scelte come consumatrici e ad agire di conseguenza.

Cosa possiamo quindi portare via dal caso Pinky Gloves?

  • La validazione dell’idea è fondamentale: fare diversi test prima di lanciare un prodotto ci permette di capire se siamo o meno sulla strada giusta.
  • Non possiamo non parlare con gli utenti: all’inizio del progetto è importante interfacciarsi con le persone a cui è indirizzato il nostro lavoro, per ottenere un quadro completo della situazione in cui il prodotto va a inserirsi.

Fonti:

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su LinkedIn.

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